PROGRAMMA A.A. 2016/2017

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Il Master di II livello – di durata annuale – prevede un impegno complessivo di 1500 ore e rilascia n. 60 Crediti Formativi Universitari.

Le ore destinate alle attività didattiche sono articolate come segue: 400 ore di lezioni frontali di aula, 95 ore dedicate ad attività di approfondimento, 350 ore di Project work.

La modalità di frequenza prevede week-end alterni.

Il programma degli studi

Il Master fornisce ai partecipanti il know-how e gli strumenti idonei per affrontare le grandi sfide che attendono la società nell’immediato futuro. Saranno illustrati non solo i trend globali, ma anche le politiche di sviluppo resiliente delle grandi aree urbane. In questo quadro, il sistema di trasporti oltre ad essere uno strumento abilitante per lo sviluppo sostenibile del nostro pianeta rappresenta una grande opportunità per contribuire fattivamente alla competitività dei territori.

In uno scenario in continua trasformazione, la mobilità è ormai fattore abilitante per aumentare il livello di vivibilità di un territorio, con particolare riferimento alle grandi aree metropolitane dove oramai vive più del 50% della popolazione mondiale. Costituiscono il focus del Master in Sustainable Mobility and Trasport, alcune tra le tematiche più importanti per la mobilità dei prossimi anni: lo studio e la ricerca di modelli di gestione innovativi per la logistica integrata per il trasporto di persone e merci, le tecnologie digitali applicate ai trasporti (ITS), la mobilità dolce e condivisa.
In particolare, il master fornisce gli strumenti utili a coloro che operano nella pianificazione e valutazione a livello territoriale nel campo dei sistemi di trasporto merci e persone: analisi e pianificazione della competitività di aree territoriali dal punto di vista dell’organizzazione dei sistemi logistici e trasportistici e valutazione delle conseguenti azioni di politica ai diversi livelli per lo sviluppo economico; pianificazione dei piani generali del traffico e delle politiche di mobilità sostenibile e condivisa; progetti di smart mobility e di interventi per implementazioni tecnologiche.

Il programma del Master in Sustainable Mobility and Transport è diviso in:

  • 6 Unità formative
  • Attività di approfondimento
  • Project work

 

UNIT 1 – Inquadramento Generale (15 ore – CFU 0)

• Trend di Sviluppo dell’economia, dei trasporti e della logistica:
– Global Issues
– Megalopoli
– Sviluppo resiliente
– Filiere Produttive Globali
– Delocalizzazione della Produzione

• Le Tecnologie Abilitanti
– ICT
– Internet of Things
– Always On

Attività di approfondimento: 5 ore

UNIT 2 – Quadro Generale della Mobilità Sostenibile e della Logistica Innovativa (60 ore – 8 CFU)

• La Politica dei trasporti e della logistica dalla UE al nazionale:
– quadro generale delle politiche di sviluppo
– Le linee di sviluppo comunitarie al 2020 e 2030
– Piano Nazionale della Logistica e DEF 2015
• Le infrastrutture e le modalità dei trasporti:
– Politiche euromediterranee in materia di trasporto e Autostrade del Mare
– L’analisi economica degli investimenti in infrastrutture di trasporto
• Trasporto convenzionale:
– Trasporto su gomma (persone, merci)
– Trasporto su treno (persone, merci)
– Trasporto via aereo (persone, merci)
– Trasporto via nave (persone, merci)
• Trasporto Intermodale:
– Sviluppo dell’intermodalità nel trasporto delle persone per favorire scelte di mobilità sostenibili
– Il Ciclo plurimodale e il Trasporto Combinato (strada-ferrovia; strada-mare)
– Il Ciclo Monomodale complesso ed il Transhipment
– Il ruolo chiave dei Nodi Logistici

Attività di approfondimento: 20 ore

UNIT 3 – La Mobilità Sostenibile (58 ore – 7 CFU)

• Sostenibilità:
– Introduzione alla Sostenibilità
– Le “global issues” chiave nel trasporto e la sostenibilità (impatti sul clima, la biodiversità, energia e sicurezza, ecocarburanti, uso delle risorse e del suolo, inquinamento, impatti sociali…)
• Policy e Governance:
– Politiche di sostenibilità e pianificazione urbana: PGTU
– Planning (sosta tariffata, zone 30, isole ambientali e aree e itinerari pedonali, parking plan, bici plan, sustainable mobility action plan, pedaggio urbano, area C, bus lane e corsie riservate)
– Policy (incentivazioni e accordi, mobility management, Pedibus e Bicibus, Bike to School)
• Modalità di trasporto sostenibile:
– Mezzi di trasporto sostenibili (bus CNG, LNG, bus elettrici, ……)
– Sistemi innovativi per il trasporto merci: cargo bike, consegne con droni)
• La mobilità elettrica e la mobilità ad idrogeno:
– Stato dell’arte e analisi dei punti di forza e di debolezza a livello nazionale e comunitario)
• La sharing economy applicata alla mobilità sostenibile:
– La sharing economy nei trasporti (bike sharing, scooter elettrici, car sharing e car pooling)
– Il modello del car sharing, best practise e benchmark
– I nuovi modelli (scooter sharing)
– Il modello del car pooling, best practise e benchmark

Attività di approfondimento: 12 ore

UNIT 4 – La Logistica Innovativa (95 ore – 13 CFU)

• Green logistics:
– Inquadramento generale dell’impatto sull’ambiente delle attività umane, con focus sull’impatto della logistica e sui trend in corso
– Il ciclo di vita del prodotto ed il carbon footprint;
– l’impatto della logistica;
– diversi tipi di trasporto ed il loro impatto;
– focus sulle fonti energetiche per il trasporto,

• Azioni di green logistics:
– L’Integrated product policy: il nuovo modo di concepire i prodotti;
– Il contributo fondamentale del settore della logistica all’interno dell’IPP;
– Azioni concrete che si possono realizzare per ridurre il carbon footprint;
– Fonti rinnovabili con focus sulla loro efficacia;
– Azioni in area trasporti;
– Gli imballi, la plastica;
– Impatti di altre attività logistiche;
Includere la green logistics nella strategia aziendale
• Reverse Logistics:
– Analisi della cosiddetta “logistica di ritorno” relativa alla movimentazione dei prodotti dalla loro naturale destinazione finale a ritroso nella catena di distribuzione fino al produttore iniziale o ad un nuovo soggetto della supply chain.
• Intermodabilità e Logistica Cooperativa:
– L’utilizzo efficace dei diversi sistemi di trasporto in funzione dello spostamento da effettuare
– Nuovi sistemi collaborativi fra operatori dello stesso segmento di mercato
– Integrazioni di diversi operatori all’interno della medesima filiera.
• Urban logistics management:
– Quadro di riferimento normativo
– Modello di domanda ed offerta di mobilità (persone e merci) nelle aree urbane
– Mercato della distribuzione urbana delle merci
– E-commerce e just in time: nuovi modelli distributivi
– Logistica cooperativa e collaborativa (shared economy)
– Urban logistics manager.

Attività di approfondimento: 35 ore

UNIT 5 – ICT per la Mobilità e la Logistica (55 ore – 8 CFU)

• I sistemi ITS a servizio della mobilità sostenibile:
– la centrale della mobilità (architettura e componenti)
– I sistemi di rete (bus a chiamata, car pooling, uber, waze….)
– I modelli di infomobilità multicanale
– Tecnologia e sensori per il controllo (ZTL, controllo accessi, pedaggi, enforcement, etc…)
– Tecnologie e sensori per la localizzazione e il monitoraggio dei veicoli (sistemi AVL, AVM)
• ITS e Urban logistics e:
– Nuove tecnologie e Sistemi Intelligenti di Trasporto (ITS) a supporto della Urban Logistics)
• Lo stato dell’arte degli ITS per la gestione della logistica:
– I Sistemi ICT/ITS a supporto della gestione della Supply Chain
– Le indicazioni Europee (e-Maritime, e-Freight; e-Custom)
– Gli standard di riferimento Nazionali per la progettazione (ARTIST/PICOGE)
– Le Piattaforme di Riferimento Europee (National Single Window, Sportello unico Doganale)
– Le Piattaforme di Riferimento Nazionali (Piattaforma Logistica Nazionale – PLN, Port Community System – PCS ecc.).

Attività di approfondimento: 15 ore

UNIT 6 – Strumenti Innovativi di Finanziamento (22 ore – 4 CFU)

• Programmi Europei:
– Fondi Strutturali e programmi comunitari
– Programma EU
– Focus sui programmi e le call (mobilità – logistica – ambiente)
• Fonti di Finanziamento EU / Nazionali:
– Fondi Diretti e Indiretti
– Fondi Nazionali e Regionali
• Nuovi tipi di Finanziamento:
– Partenariato pubblico privato
– Crowdfunding

Attività di approfondimento: 8 ore

Le attività di approfondimento sono caratterizzate dall’utilizzo di strumenti e metodologie altamente innovative.

Project work

Durante lo svolgimento del master è previsto per ciascun partecipante lo svolgimento di un project work (PW) formativo professionalizzante.

Il PW è parte integrante dell’attività didattica del master, è oggetto di valutazione, attribuisce crediti formativi e coincide con la tesi finale del master. Ha una durata di 350 ore.

Il discente può scegliere se sviluppare il PW a partire dal proprio contesto lavorativo o se riferirsi ad altri contesti ovvero svolgerlo presso un’altra Pubblica Amministrazione.

Il PW è un progetto sperimentale con carattere operativo e concreto riferito ad una situazione reale della P.A. ed ha lo scopo di proporre una o più soluzioni innovative.

La durata del project work per i master da attivare nell’A.A. 2016-2017 è stata incrementata rispetto alle precedenti edizioni. Infatti, il carattere sperimentale del PW richiede un impegno temporale consistente per approfondire variabili di contesto, processi e modelli applicativi, anche attraverso l’analisi e lo studio comparativo in contesti similari, nazionali ed internazionali.

Il PW può prevedere, infatti, sia l’innovazione di un’attività sia l’impostazione o il cambiamento di una struttura organizzativa o ancora lo sviluppo di una nuova procedura operativa o di un nuovo processo (in particolare attraverso l’utilizzo del PCM – Project Cycle Management – e del RBM -Results-Based Management).
Durante l’intero processo di ricerca ed elaborazione del PW è prevista l’assistenza individuale di un coach che affianca il discente in tutte le fasi previste e nell’applicazione/utilizzo di conoscenze, metodologie e strumenti appresi in aula.
Inoltre, ferma restando la supervisione individuale per i singoli PW e previa analisi dei profili dei partecipanti e dei contesti lavorativi di provenienza, il coach di concerto con la Faculty del master propongono ove possibile lo sviluppo di un progetto di più ampio respiro che vedrà la declinazione di singoli PW come temi specifici di un unico macroprogetto sperimentale e innovativo.

In tal modo si favorisce indirettamente la collaborazione sinergica tra più amministrazioni pubbliche e si arricchisce il percorso formativo dei partecipanti al master attraverso un’esperienza che implica scambi e confronti, oltre a favorire una visione strategica e di sistema di alcuni problemi e delle relative soluzioni.

Il PW si articola nelle seguenti fasi:

  • Individuazione degli stakeholder: individuazione degli attori chiave e dei portatori d’interesse rispetto al tema del progetto;
  • Analisi del contesto di riferimento: descrizione del contesto organizzativo procedurale e operativo della questione trattata, con precisazione di ruoli, attività, comportamenti, modalità operative rilevanti dello scenario di intervento;
  • Definizione dell’obiettivo generale e degli obiettivi specifici: individuazione del cambiamento e/o della sperimentazione da proporre per la risoluzione del/i problemi individuati nella fase iniziale. In questa fase è fondamentale l’assistenza del coach al fine di favorire quanto più possibile l’individuazione di un tema che consenta il collegamento con altri PW in una logica di approccio sistemico
  • Indicazione vantaggio/i attesi: individuazione del risultato minimo atteso, utile al raggiungimento dell’/degli obiettivo/i.
  • Attività: sviluppo sintetico ma completo della proposta di innovazione o soluzione, con particolare riguardo alla sequenza operativa e all’indicazione dei dati quantitativi essenziali, atti a definire le dimensioni della situazione o del problema.

 

Il PW per quanto sopra descritto rappresenta uno strumento utile:

  • al dipendente della PA per tradurre in competenze pratiche quanto acquisito durante il percorso formativo
  • alla PA ospitante per fruire di un supporto consulenziale interno se sviluppato da un dipendente della propria struttura o esterno per la risoluzione di un problema o lo sviluppo di soluzioni innovative e sperimentali a vari livelli
  • alla community del master perché il PW sviluppato sarà poi redatto in un format standard e messo a disposizione nell’ambiente virtuale dedicato per la condivisione con gli altri utenti come caso di studio
  • all’Ateneo per arricchire di nuovi spunti gli studi e le ricerche nel settore oggetto del master e attivare convegni/dibattiti su tematiche di interesse
  • agli stakeholder della P.A. per divulgare soluzioni sperimentali e approfondirne le applicazioni in diversi contesti.

 

Lo scenario evolutivo e il contesto della P.A. con riferimento alle tematiche trattate dal master

La storica intesa raggiunta alla Cop21 è costruita su alcuni fondamentali pilastri:
La riduzione delle emissioni e dunque il passaggio a una produzione meno inquinante;
L’incremento dell’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili;
La costruzione di un nuovo modello economico circolare che ricicli la materia, riduca gli sprechi elimini i rifiuti e inneschi un sistema capace, grazie al trasferimento di tecnologie “verdi”, di diminuire il debito ambientale dei Paesi ricchi nei confronti di quelli in via di sviluppo.
Gli impegni che l’Italia ha assunto a Parigi, dovranno essere portati avanti da parte di tutto il paese nelle sue diverse articolazioni amministrative, produttive, sociali, un cambio culturale nei comportamenti individuali, negli stili di vita, nella organizzazione delle città, con la conseguente necessità di aggiornare la programmazione delle azioni della PA in termini di resilienza e adattamento in modo più veloce ed efficace di quanto non sia stato fatto fino a oggi. Un piano di interventi innovativo, necessariamente trasversale e che, quindi, necessità di modelli attuativi ben definiti.
Il nostro paese, nell’ambito della comunità internazionale, punta alla completa de-carbonizzazione dell’economia entro la fine del secolo, a questo impegno si legano anche i temi relativi all’impatto sul clima, la biodiversità, gli ecocarburanti, l’ uso delle risorse e del suolo, l’ inquinamento, gli impatti sociali relativi al trasporto in una prospettiva allargata.
Il trasporto sostenibile è di prioritaria importanza nello sviluppo della città intelligente, il protocollo sottoscritto al ministero dell’Ambiente il 30 dicembre scorso nel pieno dell’emergenza smog rappresenta un piano di azione per le smartcities per rendere le nostre città davvero in grado di rispondere “presente” alla sfida di Parigi.
Puntare su UNA MOBILITÀ GREEN significa:
– Una maggiore efficienza nel nostro trasporto pubblico, basato sulla sostenibilità. Fondamentale deve essere il passaggio a un trasporto pubblico a basse emissioni
– Un rafforzamento della cultura dell’intermodalità
– lo scoraggiamento dell’utilizzo del mezzo privato a favore della sharing economy
– Lo sviluppo della mobilità elettrica-ibrida a scapito di quella più inquinante.
– Una migliore ciclabilità dei nostri centri urbani
– Un’ottimizzazione dello sviluppo tecnologico a servizio dell’economia collaborativa, della mobilità e della logistica.
Tutte queste attività convergeranno all’interno del “Green Act”, che sta prendendo la forma di una sorta di masterplan strategico su cui edificare un vero e proprio piano eco industriale nel Paese. La PA si troverà ad affrontare la sfida attuativa di tale piano, pertanto risulta di primaria importanza che sia preparata a gestire concretamente progetti di mobilità innovativa ad ampio spettro.
I PW sono quindi pensati per costituire le basi di attuazione di un unico piano di mobilità sostenibile, strutturato in un piano urbanistico completo, integrato nel piano di mobilità nazionale, che tenga conto dell’ottimizzazione del trasporto merci, del trasporto pubblico per il cittadino, della disincentivazione all’utilizzo del mezzo proprio e dello sviluppo dell’intermodalità dei trasporti. Per raggiungere tali scopi è necessaria l’analisi iniziale delle normative attuali e delle nuove tecnologie abilitanti, con relative proposte di miglioramento, mentre gli strumenti utilizzati saranno l l’ITS, le risorse digitali oggetto dell’Agenda Digitale e la sharing economy.
Di seguito alcuni ambiti di sviluppo dei PW che rappresenta quindi una attività composta dalla progettazione e dalla realizzazione di una ricerca sul campo che consenta di attuare le conoscenze acquisite durante il percorso didattico adattandole alle esigenze operative della specifica struttura di afferenza offrendo così l’opportunità di una reale applicazione dei modelli e delle strategie illustrate in aula:

• Sharingmobility (Mobilità condivisa) e progetti che privilegiano il trasporto collettivo
• ITS – Intelligence Transport System (telematica/infomobilità)
• Piano urbano delle merci
• Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS)
• Piano generale del traffico urbano (PGTU)
• VIA-VAS di progetti di mobilità (impatti ambientali della mobilità)
• Piano urbano di mobilità di area vasta (PUM-AV)
• Master plan tecnologie ITS
• Piano Strategico Nazionale per la Mobilità Sostenibile
• Attuazione di misure di contenimento e disincentivo del traffico veicolare
• Normativa e integrazione dei processi per assicurare interventi efficienti di mobilità sostenibile
• Integrazione dei sistemi di trasporto esistenti con linee per bus, tram, treni, piste ciclabili, aree pedonali, soste
• Ampliamento degli spazi per la mobilità dolce prevedendo zone a velocità limitata, isole ambientali, aree pedonali, ciclabilità diffusa
• Progetti di pianificazione della distribuzione urbana delle merci puntando su modelli avanzati di city logistics basati su meccanismi premiali piuttosto che di divieto
• Progetti sull’abbattimento delle barriere allo spostamento degli utenti a ridotta mobilità
• Progetti per favorire lo sviluppo di politiche di mobility management a tutti i livelli per promuovere le nuove tecnologie e sensibilizzare l’opinione pubblica
• Approfondire il tema della mobilità delle merci in ambito urbano
• Integrazione delle esigenze dei diversi soggetti (industrie/commercio/cittadini)
• Smart city: nuove forme di mobilità sostenibile e migliori sistemi di informazione alla collettività
• Il digitale a supporto della mobilità sostenibile, l’Agenda Digitale e gli strumenti digitali in grado di agevolare gli spostamenti
• Comunicazione digitale per integrare le informazioni relative ai diversi mezzi di trasporto per arrivare ad una mobilità intermodale

 

Risorse strutturali

Ogni partecipante potrà usufruire durante lo svolgimento del PW di tutti gli spazi e i servizi dell’Ateneo e dotazioni strumentali tra cui: accesso a banche dati e laboratori, biblioteca.. etc.
Inoltre, qualora si rendesse necessario accedere presso strutture e/o enti per l’analisi di dati, per incontri etc…, l’Ateneo agevolerà il discente predisponendo la necessaria documentazione amministrativa.

LCU, inoltre, mette a disposizione le competenze delle risorse dei propri Centri di ricerca che promuovono costantemente la diffusione della conoscenza attraverso documenti, rapporti, studi e ricerche ed alimentano il dibattito su temi di grande interesse attraverso seminari, convegni e giornate di studio creando così opportunità di confronto, approfondimento e aggiornamento con un approccio trasversale alle tematiche in discussione. In particolare è prevista la collaborazione con il Centro di Ricerca sulle Metodologie Ermeneutiche della Complessità vocato allo stesso tempo alla ricerca di possibili chiavi di lettura della complessità, ma anche, alla costruzione di “linguaggi” non semplici, in grado di esprimere i cambiamenti, costruire nuove strutture e funzioni.
Lo staff tecnico – organizzativo e il corpo docente del Dipartimento per la ricerca potranno coadiuvare il coach e il corpo docente nell’assistenza individuale fornita oltre a contribuire all’individuazione di temi oggetto del PW.

Pubblicazione e diffusione dei PW

È prevista la pubblicazione dei PW sul sito istituzionale dell’Ateneo e nella community on-line sotto forma di caso di studio.
Sarà adottato un format standard per la pubblicazione con lo scopo di facilitare la consultazione del documento da parte di terzi interessati ad approfondire alcuni temi specifici e a consultare soluzioni organizzative, procedurali etc… individuate in determinati contesti.
Inoltre, la casa editrice di riferimento dell’Università potrà – previa visione degli elaborati – valutare la pubblicazione di un e-handbook per la PA articolato per macrotemi.

Inoltre, è prevista l’organizzazione di convegni con gli stakeholder delle P.A. per la presentazione e diffusione delle soluzioni oggetto di approfondimento e analisi dei singoli project work.


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